
Capita spesso in studio di sentirmi raccontare la necessità a fine pasto di ricorrere a qualcosa di dolce. I più attenti mangiano frutta, che apporta poche calorie, ma spesso da grosse problematiche digestive, mentre i meno attenti scelgono il biscotto, cioccolato, oppure quello che trovano. In entrambi i casi raccontano che la voglia di mangiare dolce risulta irrefrenabile e assillante, arrivando a pensare che sia un loro problema, una loro caratteristica.
SI SBAGLIANO!!
È quindi un'abitudine oppure c'è qualcosa dietro di chimico? Scopriamolo insieme.
Il nostro cervello registra lo stress causato dall'abbassamento rapido della glicemia, sviluppando una risposta a catena di reazioni, che comporta una riduzione anche di litio e serotonina, elementi fondamentali per l'equilibrio psicofisico in termini di appagamento. Un abbassamento della glicemia spesso accade quando l'alimentazione seguita, si basa solo sui tre pasti principali o addirittura solo sul pranzo o la cena, tralasciando la distribuzione, dimenticando l'importanza degli spuntini che spezzano la fame, specialmente quando le ore che intercorrono tra un pasto e l'altro diventano molte.
Questa buona abitudine fa in modo che litio e serotonina rimangano nei limiti, che il cervello non registri picchi troppo bassi di glucosio, elemento fondamentale per il suo funzionamento. Così facendo la fame al pasto risulterà più tranquilla, meno istintiva e vorace, moderando così le quantità e non dovendo ricorrere al dolce a fine pasto, per colmare l'emotività che a differenza della fame, la si soddisfa solo attraverso l'assunzione di cibi che nella nostra storia ci hanno emozionato.
Lo stesso fenomeno può essere anche causato secondo la MTC (MEDICINA TRADIZIONALE CINESE), da un deficit di Qi di stomaco, cioè dall'avvisaglia di quello che potrebbe diventare una problematica gastrica.
In entrambe le situazioni a lungo andare, questo atteggiamento può portare un aumento di peso come l'insorgenza di una problematica di stomaco.
Vuoi approfondire con me questo aspetto, contattami e faremo due chiacchiere in uno dei miei studi.
Carlotta Manescalchi
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Nutrizione e dietetica secondo l'antica medicina cinese
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